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Dove e come riposizionare il proprio centro ottico

Il quesito è diventato d’attualità durante il lockdown di marzo e aprile e rischia di confermarsi tale alla luce della dinamica dell’emergenza sanitaria in Italia

Beni essenziali, coccole, oggetti di cui è possibile posticipare l’acquisto e prodotti di lusso: sono i nuovi bisogni attraverso i quali va rivisto il posizionamento del centro ottico. La fase Covid e quella post prima ondata lo hanno messo in luce con estrema chiarezza. E lo ha evidenziato anche Giuseppe Stigliano, esperto di retail, nel suo articolato ed emozionante intervento al Progressive Business Forum 2020.

Sarà proprio questo il terreno di gioco dei prossimi mesi: portare il cliente ad acquistare e a non rimandare, informandolo in maniera adeguata e spostando l’attenzione sulle caratteristiche del prodotto, indispensabili per la salute e il benessere.

Del resto, come ha ricordato lo stesso Stigliano nel confronto con Nicola Di Lernia e i manager di alcune delle principali aziende oftalmiche sul palco dell’evento del settembre scorso, il numero dei consumatori che durante la quarantena primaverile hanno utilizzato l’e-commerce è quasi triplicato rispetto al periodo pre Covid: questa forma di acquisto è stata percepita come sicura e comoda, abbattendo le barriere psicologiche di numerose persone, soprattutto dei meno giovani.

Così, alla luce di quella che Stigliano ha definito la “tempesta perfetta”, cioè la contemporanea assenza di domanda e di offerta, con i negozi chiusi e le persone bloccate in casa, e del conseguente stato di forte incertezza e paura, le imprese si sono comportate secondo tre modalità, valide anche per l’ottica: fragilità, con l’imprenditore che non ha la capacità di reagire; resilienza, con l’imprenditore che dimostra di sapersi adattare al mercato e struttura nuovi servizi, come le consegne a domicilio di occhiali o lenti a contatto; e antifragilità, con l’imprenditore che si prodiga per rimanere competitivo innovando e si rivela veloce nella reazione.

L’analisi di questi scenari evidenzia come chi appartiene alla categoria dei fragili sia in grande difficoltà, mentre quanti sono caratterizzati da resilienza o da antifragilità sapranno mantenere il valore della propria azienda e aggiungeranno nuove opportunità per i clienti: saranno, dunque, i vincenti.

Questa pandemia ha cambiato i consumatori, le loro abitudini e modalità di acquisto: gli ottici che saranno da un lato in grado di tranquillizzare la clientela, garantendo la sicurezza durante la presenza in negozio e i controlli visivi in sala refrazione, e dall’altro di proporre prodotti e servizi innovativi e diversificati, raccoglieranno grandi risultati.

[articolo apparso su B2Eyes Magazine 8/20]

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