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Dal vecchio mondo al nuovo mondo

Il centro ottico del futuro dovrà essere focalizzato soprattutto sulla sua redditività: ecco cosa fare per cogliere le opportunità che si stanno manifestando di fronte a un’emergenza divenuta quotidianità

Lockdown e crisi sanitaria, distanze di sicurezza e consegne a domicilio sono alcune delle situazioni che hanno condizionato il lavoro dei centri ottici in questo 2020. Ci stiamo rendendo conto che l’emergenza rappresenterà la nuova quotidianità ancora per molto tempo e gli esperti dicono che le abitudini d’acquisto delle persone non torneranno più come prima. Risulta, perciò, indispensabile intraprendere un nuovo percorso imprenditoriale che abbia come obiettivo principale la redditività del centro ottico.

Tutto il commercio al dettaglio sta riorganizzando la propria proposta di vendita, aggiornando il personale e assicurando un servizio di qualità ai clienti. Resistere al cambiamento nel vecchio mondo si chiamava resilienza, nel nuovo mondo invece strategia di sopravvivenza: ma la strada è la stessa, quella che conduce a migliorare la cultura d’impresa, troppo spesso trascurata nell’ottica.

Nel vecchio mondo si facevano i conti a fine anno e la marginalità era sempre garantita, nel nuovo mondo bisognerà invece pianificarla all’inizio dell’anno, predisponendo un piano di marketing coerente. Occorrerà salvaguardare i flussi di cassa, programmando i pagamenti e gli incassi. Sarà necessario viaggiare leggeri, con magazzini sempre più snelli, altamente ruotanti, in modo da garantire costantemente ai clienti nuovi modelli e ridurre al minino le giacenze di lunga durata: cassetti più vuoti, maggiore liquidità in conto corrente, quindi.

E ancora: rivedere il lavoro all’interno del negozio, invitando i consumatori a programmare acquisti e controlli visivi, per garantire il rispetto delle procedure di sicurezza sia nei loro confronti sia di quelli dei collaboratori. L’orario continuato, proposto da alcuni ottici, ha riscosso un alto gradimento da parte sia degli utenti finali sia degli addetti ai lavori: molti di quelli che l’hanno attuato raccontano di aver lavorato meglio, dedicando più tempo alla clientela e creando così vendite di maggior valore finalizzate a equipaggiamenti di occhiali sempre più personalizzati. Un capiente cofanetto porta occhiali sarà, dunque, un dono natalizio molto apprezzato dai vostri clienti, perché permetterà loro di tenere in ordine i propri occhiali e di viverli come un accessorio di moda che possono scegliere ogni giorno.

Non dimenticate, infine, che dovrete essere sempre attenti ai concorrenti e colmare gli spazi che lasceranno. Le catene strutturate già attrezzate con siti web e servizi su misura, attraverso l’utilizzo corretto della tecnologia, hanno saputo offrire una risposta adeguata durante questi difficili mesi. Il centro ottico indipendente può contare, invece, sul rapporto personale creato negli anni con i propri clienti: questo permette di contattarli con telefonate e comunicazioni personalizzate, ad esempio, volte ad anticipare e soddisfare i loro bisogni reali. Nessuno dovrà affrontare un altro lockdown con un solo paio di occhiali, chi porta abitualmente le lenti a contatto potrà invece alternarli con occhiali da vista per fare smart working e per tutti un occhiale da sole polarizzato sarà necessario per le camminate in solitaria intorno a casa.

La salute prima di tutto: il pubblico si rivelerà sempre più attento e sensibile a questo messaggio e soprattutto i prodotti oftalmici ne trarranno beneficio, poiché quelli disponibili sul mercato di fatto soddisfano ogni condizione in cui ci si possa trovare a vivere. Insomma, il nuovo mondo sta offrendo una grande opportunità agli imprenditori ottici che sapranno coglierla.

[articolo apparso su B2Eyes Magazine 9/20]

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